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La Devozione al Santo di Padova e la Festa Votiva

La Devozione al Santo di Padova e la Festa Votiva - Parrocchia di Montefalcione
La devozione dei Montefalcionesi e la protezione del Santo, nonché le origini della festa Votiva dell’ultima domenica di agosto, le troviamo documentate in una lettera dell’anno 1931 dell’Arciprete Mons. Antonio Pagliuca , indirizzata al Podestà.
“A vostra Signoria Stim. è notissimo che nel giorno 13 giugno p.v. del corrente anno si compiono sette secoli dalla morte gloriosa di S. Antonio di Padova.
All’uopo la stampa, la civiltà, i popoli, il mondo intero si vanno preparando a celebrare con massima pompa quella fausta giornata in cui il Santo volò al Cielo, onde continuare meglio la pioggia dei prodigi e delle sue beneficenze, che aveva operato in terra.
A questi universali festeggiamenti non dovrà essere ad altri seconda questa nostra Cittadina, che pel corso di anni e di secoli fu con deferenza beneficata dal Santo dei miracoli. Difatta nell’archivio Diocesano di Benevento si legge che nel disastro terremotale del sei giugno 1688 una vera ecatombe di vittime umane si deplorò in tutta la regione, e se Montefalcione sfuggì alla cieca falcidia del flagello, subendolo più mite nella scomparizione dei suoi figli, ebbe ad attribuirne a S. Antonio cui erasi votata con tutto l’ardore della fede. Di ciò volendo significargli una prova eterna di gratitudine, nell’Agosto susseguente i superstiti Montefalcionesi supplicarono il Sommo Pontefice a quel tempo regnante di benignarsi proclamare S. Antonio speciale Patrono di essi.
La grazie fu concessa, e notificata al Parroco pro tempore nella seconda quindicina di Agosto dell’anno 1688.
Questa data storica segnò la celebrazioni di un patto d’alleanza tra il Santo di Padova e Montefalcione, dove il primo si offriva nostra rocca di difesa nei dolorosi frangenti della vita, il secondo impegnava la parola di amarlo sempre ed assai a preferenza di tutti gli altri beneficati.
Ed in vero dal dì in cui al Taumaturgo di Padova fu affidato dal successore di S. Pietro il patronato di questa nostra Cittadina sino ad oggi cioè nel periodo di circa tre secoli furono frequenti le scosse telluriche, ma per la nostra patria non si ebbero danni materiali, né perdite di persone.
Per la mancanza di acqua e d’igiene, sul nostro orizzonte spesso si addensarono morbi epidemici come il colera del 1836,quello del 1884, il Lupus Spagnola del 1916, il terremoto del 28 luglio 1930 e mentre dappertutto apportarono sterminio e morte, per noi non fu segnalato danno di qualsiasi sorta.
Invero a tanta mostra di singolare patrocinio da parte di S. Antonio, Montefalcione ha sempre con secolare riconoscenza corrisposto. Difatti chi vestì da capo a piedi di oro ed oggetti preziosi il simulacro del Santo?
Fu il nostro popolo. Chi gli dedicò quell’edicola ricca di marmi e di capolavori artistici con quella cupola aurata dove si espande l’aroma olezzante delle nostre preci? Fu il nostro popolo. Chi lo festeggia con massima pompa due volte l’anno? Fummo noi e con ragione; invero ché se la vita è riposta nel cuore e questo si nutrisce di amore: vita cordis amore, noi che riconosciamo in Antonio di Padova il nostro Padre, il fratello, lo sposo, l’amico, il diletto dell’anima, sentiamo che il Cuore di questa Città è Lui, dal quale attinge il movimento, l’esistenza e la vita: In ipso vivimus, movemur et sumus.
Nel principio del corrente anno il Vicario di Gesù Cristo parlò del VII Centenario della morte di S. Antonio, e la sua parola, quasi scintilla elettrica, estasiò il mondo cattolico, e si mise all’opera per incastonare alla corona delle sue glorie gemme. E noi orgogliosi del suo Patrocinio che faremo? Il dì 13 Giugno p. data memoranda s’inaugurerà al nostro Santo il tempio massimo con tutto il fasto di ricchezza, e con gli ultimi ritocchi di perfezione artistica; come ancora la facciata esterna della stessa Chiesa sarà per quel giorno restaurata nei basso rilievi a stucco con una lapide marmorea a ricordo della posterità.
V.S. Ill/ma si benignerà consolidare a spese del Comune la strada che dalla piazza dell’Omo conduce alla Chiesa mutandone il nome in quello del Santo di Padova.
Con ogni osservanza.
                                                                                                                                       L’Arciprete
                                                                                                                            Mons. Antonio Pagliuca”

              Nell’anno 1988 , tricentenario della proclamazione del Santo speciale Patrono di Montefalcione,  per iniziativa di Mons. Vincenzo De Vizia e del Comitato festa in carica – con il contributo straordinario e corale di tutti i Montefalcionesi, la Chiesa fu arricchita del portale di bronzo, opera dell’artista Aldo  Melillo.     
INTRONIZZAZIONE  DEFINITIVA DELLA RELIQUIA DEL SANTO       

La Curia Arcivescovile di Benevento ha realizzato l’installazione di un allarme nel nostro Santuario Diocesano di S. Antonio da Padova - anche chiesa Parrocchiale - dando le idonee indicazione per la installazione definitiva nella Cappella del nostro Compatrono, della Sacra Reliquia del Santo donata alla nostra comunità parrocchiale dalla Basilica di Padova nell'anno 1989 e contenuta nel reliquiario di argento realizzato a cura del comitato festa pro tempore in carica nell'anno 1992.

 

La Reliquia per motivi di sicurezza veniva finora custodita altrove ed esposta al culto dei fedeli solo durante la tredicina e le altre festività in onore del Santo.

 

Con il lavoro e le prestazioni gratuite della Vetreria De Cicco Antonio, della Marmifera De Rosa e con il contributo del Comitato festa Patronale in carica, sotto la direzione dell'Ufficio Tecnico della Curia Arcivescovile, sono stati realizzati i lavori di installazione della teca che contiene il reliquiario con il Sacro Frammento del venerato corpo del Santo-

Con una solenne celebrazione liturgica di intronizzazione  tenutasi domenica 9 dicembre 2012 è avvenuta, così, la definitiva collocazione della Reliquia nella cappella del Santo, che ne consentirà in tal modo la venerazione continua da parte dei devoti tutti.

                                                                                        IL PARROCO

                                                                                    Don Paolo Luciano